“Cooperare per la lotta al cambiamento climatico”

“Cooperare per la lotta al cambiamento climatico”

Il tema della Giornata Internazionale delle Cooperative 2020 è stato scelto per sostenere l’Obiettivo 13
– Lotta al Cambiamento Climatico –
degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030

Le emissioni di gas serra sono più del 50% superiori a quelle del 1990 e il riscaldamento globale sta causando cambiamenti duraturi al nostro sistema climatico, che minacciano un forte impatto sui mezzi di sussistenza delle persone in tutto il mondo, soprattutto dei gruppi più svantaggiati come i piccoli agricoltori, le donne, i giovani, le popolazioni indigene e le minoranze etniche, che devono far fronte a disastri naturali estremi e al degrado delle risorse naturali.

"Trasformare il comportamento individuale e comunitario da un’ignoranza ecologica alla responsabilità ambientale valutando l’uso di energia, della tecnologia, dell’acqua, del cibo, dei rifiuti, del consumo e degli investimenti economici e politici."

(dalla Dichiarazione di Posizione sull’Ecologia integrale)

"Non è tempo di continuare a guardare dall'altra parte indifferenti dinanzi ai segni di un pianeta che si vede saccheggiato e violentato, per la brama di guadagno e in nome — molto spesso — del progresso. Abbiamo la possibilità d’invertire la marcia e puntare su un mondo migliore, più sano, per lasciarlo in eredità alle generazioni future. Tutto dipende da noi; se lo vogliamo veramente. Abbiamo da poco celebrato il quinto anniversario della Lettera enciclica Laudato si’, che richiama l’attenzione sul grido che ci lancia la madre terra. Invito anche voi a essere partecipi dell’anno speciale che ho annunciato per riflettere alla luce di quel documento."

(Dalla lettera di Papa Francesco al presidente della Colombia
che ospita “virtualmente” la giornata mondiale dell’ambiente)
Edvard Munch, L’urlo, 1893: “Ho sentito l’urlo della Natura.”

Luglio, secondo il Cardinal Carlo Maria Martini è tempo di vacanze, si riflette sull’impegno etico e sociale” (Sulle Strade del Signore. Meditazioni di ogni giorno, 1985). Per affinare la nostra capacità di cooperare per la salvaguardia dell’ambiente suggeriamo – accanto all’Enciclica sull’Ecologia integrale di Papa Francesco del 2015 – la lettura di Vizio di forma di Primo Levi, del 1971.

Su venti storie narrate nel libro almeno otto sono dedicate alla catastrofe ecologica. Ora come allora la situazione  dell’umanità appare simile a quella di chi crede di navigare su un fiume tranquillo e all’improvviso vede le rive sfuggire all’indietro e l’acqua riempirsi di vortici fino a che si sente vicino il rumore della cascata: «Non c’è indice che non si sia impennato: la popolazione mondiale, il DDT nel grasso dei pinguini, l’anidride carbonica nell’atmosfera, il piombo nelle nostre vene», così che mentre metà del mondo attende i benefici della tecnica, «l’altra metà ha toccato il suolo lunare, ed è intossicata dai rifiuti accumulati in pochi lustri».

Levi non è solo uno dei massimi testimoni dello sterminio ebraico, lo scrittore de La tregua, è anche l’ecologista, il propugnatore di una nuova etica ambientale, che coinvolge il comportamento degli scienziati e dei tecnici, due categorie che Levi distingue in modo preciso, collocandosi tra i secondi. Così, negli anni Ottanta, in vari interventi propone l’idea di un giuramento per entrambi, simile a quello di Ippocrate per medici.

Ma come non ricordare la biologa marina americana, Rachel Carson, considerata “madre” del movimento ambientalista, e il suo “Primavera silenziosa” del 1962. Il suo pensiero resta tuttora di grandissima attualità e dimostra che esistono diverse alternative all’irresponsabile avvelenamento del pianeta da parte delle industrie chimiche. Facciamo pace con la terra! Evitiamo che, a causa del massiccio uso dei DDT, la primavera scompaia dalla faccia della Terra.