La tragedia dei migranti respinti la pietà dei marinai e la solidarietà per gli invisibili tra noi

La tragedia dei migranti respinti la pietà dei marinai e la solidarietà per gli invisibili tra noi

C’è un mercantile, il Talia, ancora al largo di Malta dopo aver soccorso, alcuni giorni fa, 52 migranti alla deriva senza cibo né acqua. La Pietà dei mari si trova su quel mercantile . Ha il volto scheletrico e terrorizzato di un migrante subshariano, privato ormai anche della forza per scendere le scalette di un ponte. E ha le braccia forti e compassionevoli di un marinaio in tuta blu e mascherina che lo sorregge. Il Talia, dopo aver ricevuto la segnalazione di un gommone in avaria, ha deviato la propria rotta per recuperare gli uomini e le donne che vi viaggiavano. Come impongono le convenzioni marittime internazionali.

Ora li stanno accudendo e nutrendo, pur con tutte le preoccupazioni del rischio Covid, ma non possono resistere ancora per molto.  Il governo di Malta dice che non consentirà l’attracco ai naufraghi fino a quando non avrà garanzie da altri Stati membri dell’Unione sulla loro immediata ricollocazione, come scrive il Times of Malta.

Intanto le autorità italiane hanno finalmente autorizzato  lo sbarco dei migranti tratti in salvo dall’Ocean Vicking. La nave dell’ONG SOS Méditerranéé, con 180 migranti salvati nel Mediterraneo, è attesa  a Porto Empedocle.

Anche Carola Rackete sostiene gli “invisibili” per i quali il sindacalista italo-avoriano Aboubakar Soumahoro ha indetto gli Stati Popolari, domenica, a Roma, con la partecipazione di numerosi "invisibili" con le loro storie e testimonianze: braccianti, riders, precari, e di movimenti come Sans papiers, Mediterranea, Black lives matter, Friday For Future ecc.