La lettera shock di Nawal Soufi ci costringe a mobilitarci

La lettera shock di Nawal Soufi ci costringe a mobilitarci

Ciao “fratello” razzista
Vuoi sapere perché i migranti non vogliono essere riportati in Libia?
Ok
Ti risponderò con delle domande
Ti è mai capitato di violentare tua madre perché qualcuno ha il fucile puntato contro di te e contro di lei?
Ti è mai capitato di violentare tua sorella e di vedere nascere tuo figlio dalla pancia di tua sorella?
Sai quanti figli di scafisti abbiamo in Europa?
Cioè sai quante donne hanno partorito al loro arrivo figli non voluti?
Sai cosa significa mangiare un pezzo di pane in 24 ore e di vedere un pezzo di formaggino come fosse oro?
Ti è mai capitato di fare i tuoi bisogni dentro a un secchio davanti agli occhi di centinaia di persone?
Ti è mai capitato di avere le mestruazioni e non poterti lavare per giorni o mesi?
Ti è mai capitato di essere messo all’asta e ed essere venduto come uno schiavo nel 2020?
Ti è mai capitato di nutrire tuo figlio con thè zuccherato e spacciarlo per latte?
Ti è mai capitato di essere picchiato a sangue perché chiedi l’intervento di un medico?
Ti è mai capitato d’essere fucilato per uno sguardo di troppo?
Ti è mai capitato di svegliarti con le urine versate in faccia?
Ti è mai capitato che qualcuno ti aprisse il corpo con un coltello e mettesse subito dopo del sale per sentire maggiormente le tue urla?
Per tutti questi motivi…caro razzista…ti posso classificare tra i criminali che hanno accettato un secondo Olocausto.

Nawal Soufi