21 settembre – Tre giornate mondiali all’insegna della gratitudine della pace e dell’empatia

21 settembre – Tre giornate mondiali all’insegna della gratitudine della pace e dell’empatia

21 SETTEMBRE
GIORNATA MONDIALE DELLA GRATITUDINE

“La gratitudine è la memoria del cuore”

(Lao Tze, Cicerone, Santa Maria Eufrasia)

Gli antichi  romani, sin  nel primo secolo a.C. consideravano la gratitudine come la madre di tutte le virtù.  Ben  prima,  in Cina, tra il VI e il V secolo a.C. Lao Tze, fondatore del taoismo sembra abbia pronunciato la stessa massima.

Ai nostri giorni La gratitudine è la memoria del cuore  viene anche attribuita alla nostra Fondatrice.  Di certo Santa Maria Eufrasia la sperimentava profondamente: sia da parte delle donne vulnerabili dei suoi tempi per l’accoglienza ricevuta, da cui ha avuto origine il ramo delle Suore contemplative, sia nella  Sua capacità di riconoscimento (Visita la sezione del sito: La nostra storia, Si rinnova nel XIX° secolo)  dell’apporto dei benefattori che hanno contribuito in vario modo allo sviluppo della missione del Buon Pastore.

Tempi molto difficili, invece, quelli contemporanei, per la gratitudine: nella società dell’indifferenza prevalgono i sentimenti opposti più vicini all’ostilità, al risentimento e all’invidia. Come se a livello umano ci trovassimo in un’epoca di regressione delle capacità di amore per l’altro e ci confrontassimo più spesso a sperimentare l’ingratitudine. Spesso si ritiene che la gratitudine sia rara perché alle persone non piace che si ricordino le loro passate fragilità, di com’erano quando avevano bisogno di aiuto. Le scienze umane, in sintonia con gli antichi, suggeriscono che l’ingratitudine abbia radice nella megalomania infantile da cui oggi si riesce ad evolvere con maggiori fatiche. Attualmente le persone, più che nelle precedenti epoche storiche – ( Visita la sezione del sito: Le sfide del piano Strategico, Le emergenze epocali) – “dimenticano” il loro precedente stato di dipendenza e i loro debiti di gratitudine perché vivono inconsciamente seguendo il percorso di una fantasia individualistica di autarchia che nega quanto di buono giunge dall’esterno, sino ad “appropriarsene”, come fosse autogenerato.

Nell’umano dunque la gratitudine non è scontata, parte col piede sbagliato: l’adulto «dimentica» in modo sin troppo comodo ciò che gli è successo nella primissima infanzia (per non parlare della fase di vita intrauterina). Riuscire “a farne memoria” è un cammino travagliato: questo suggeriscono i saggi antichi e moderni. Ricordare che, da piccoli, si tende a ricevere come dovuto ciò che di “buono” viene dato e a considerare invece una terribile ingiustizia i rifiuti alle proprie richieste, significa crescere non solo fisicamente!

Le persone che restano “semplici”, specie nei sistemi tradizionali, spesso si mostrano riconoscenti perché hanno la sensazione che ricevere un atto di gentilezza, da parte di chi considerano socialmente superiore, dia loro la possibilità di entrare, da un punto di vista psicologico, nell’orbita di uno strato sociale più elevato. Altre volte accade, in particolare nei contesti moderni, che qualsiasi buona azione da parte di un “benefattore”, che appartenga ad una classe sociale più agiata, venga sottovalutata dal pensiero interno del beneficato, che concentra tutta la sua attenzione sull’ingiustizia subita per il fatto di non appartenere alla stessa condizione socio-economica.

La Bibbia ci incoraggia a coltivare la gratitudine. “Mostratevi grati”, scrisse l’apostolo Paolo. E lui era il primo a farlo. Ad esempio, “ringraziava incessantemente Dio” per la reazione positiva che altri avevano avuto al suo messaggio (Colossesi 3:15; 1 Tessalonicesi 2:13).

Siamo grati al Meditation Group delle Nazioni Unite da cui, nel 1977, ebbe inizio la Giornata mondiale della gratitudine, pensata come un’opportunità per il genere umano di ringraziare per la vita, per tutte le cose ricevute, per quello che facciamo, per gli eroi moderni, per la famiglia allargata e per gli amici.

21 SETTEMBRE
GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA PACE

Istituita dall’Onu nel 1981, la giornata internazionale della Pace ha come obiettivo far riflettere tutti i cittadini del mondo sul valore della pace mondiale e della non violenza.

I temi della pace non sono solo quelli dei conflitti e delle guerre che insanguinano tanti Paesi, ma si allargano a tanti altri aspetti che, se non affrontati con coraggio e consapevolezza dall’uomo, mettono a rischio l’essenza stessa della pace: la salvaguardia della democrazia, il rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo, la tutela dell’ambiente, la lotta alla povertà e alle disuguaglianze, l’accoglienza e la solidarietà.

Quest’anno, segnato dalla pandemia Covid-19, il tema della giornata è Shaping peace togetherModelliamo la pace, insieme: per affrontare questa nuova ed inaspettata sfida, che coinvolge tutti i cittadini del mondo, è necessario unire le forze, mettere da parte gli egoismi personali e nazionali e lavorare insieme per un bene più grande che è quello della pace” (Dichiarazione ONU).

Milioni di persone nelle aree di conflitto del mondo si ritrovano oggi esposte al rischio di un fuoco incrociato: alla violenza delle armi si aggiunge la minaccia del virus con tutti i suoi effetti collaterali.

21 SETTEMBRE
GIORNATA MONDIALE DELL’ALZHEIMER

Forse non a caso questa Giornata mondiale si festeggia contemporaneamente a quella della Gratitudine e della Pace.

L’Alzheimer è la più grave forma di demenza senile di cui non si conosce ancora una vera e propria cura, nonostante sia stata scoperta sin dal 1901 da uno psichiatra tedesco, Aloysius Alzheimer, da cui prende il nome. Crea dolore e scompiglio in chi ne è colpito, nelle famiglie e nelle comunità perché rende smarriti, vulnerabili e spesso aggressivi. Per accompagnare chi si perde nel labirinto dell’Alzheimer, occorre molta empatia, molta “memoria del cuore” e molta capacità di fare la pace nella quotidianità, attraverso sguardi e gesti di solidarietà quotidiana che aprano il cuore alla passione per la buona vita comune.